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 La Donna nell'arte
(Riproduzione dell'ornato che decora la cimosa dei fogli di cento francobolli della serie "La donna nell'arte")

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Questa pagina e tutte le altre, alle quali si può accedere cliccando sopra le immagini dei francobolli, sono dedicate alla serie ordinaria di francobolli denominata "La donna nell'arte".
Le pagine sono periodicamente aggiornate.
 
La nuova serie
Il dibattito

L'8 luglio 1998 la quinta serie ordinaria di francobolli della repubblica Italiana denominata "Castelli d'Italia" è messa in pensione, dopo quasi 18 anni da quel 22 settembre 1980 in cui vide ufficialmente la luce.
Viene infatti sostituita dalla nuova serie dedicata alla "Donna nell'arte".
Il dibattito sull'allestimento di una nuova ordinaria che andasse a sostituire i "Castelli" era iniziato alla fine del 1995, ma il progetto si concretizzò nella riunione della Consulta per la filatelia del 18 novembre 1996.
Il soggetto prescelto fu «la donna nell'arte», cioè figure femminili nelle opere d'arte prodotte in Italia dall'antichità preclassica ai nostri giorni.
Come venne dichiarato, «...l'idea delle figure femminili nell'arte italiana si ispira alla concezione di quelle figure di donna che nell'antichità, così come in epoca moderna, hanno segnato e segnano indelebilmente l'arte nel nostro Paese e spesso simboleggiando, anche grazie alla mirabile opera interpretativa di artisti sommi, momenti fondamentali della nostra storia.»
Il 21 aprile 1997 la Giunta d'arte approvò il progetto e nominò una commissione ristretta per realizzarlo.
La commissione selezionò le opere da riprodurre: fu fatta una selezione diacronica in base a criteri estetici, storico-culturali e geografici, tenendo anche presenti i vari supporti e le tecniche delle opere d'arte.
Questo lavoro si tradusse nella scelta di 23 opere.
 
La fanciulla Velca Arte etrusca Tarquinia (Viterbo) V-III sec. a.Cr. Francobollo da 100 lire (€ 0,05)
Il banchetto di Erode Filippo Lippi Prato XV sec. Francobollo da 450 lire (€ 0,23)
Profilo femminile Pollaiolo Milano XV sec. Francobollo da 650 lire (€ 0,34)
Donna con liocorno Raffaello Roma XV-XVI sec. Francobollo da 800 lire (€ 0,41)
Costanza Buonarelli Bernini Firenze XVII sec. Francobollo da 1.000 lire (€ 0,52)
Lucrezia Panciatichi Bronzino Firenze XVI sec. Cartolina postale da 800 lire (€ 0,41)
Proserpina Arte magnogreca Lucera (Foggia) V sec. a.Cr. Francobollo da € 0,10
Moneta siracusana Eumenes Siracusa V sec. a.Cr. Francobollo da € 0,02
La primavera Botticelli Firenze XVI sec. Francobollo da € 0,77
Le cortigiane Carpaccio Venezia XV-XVI sec. Francobollo da € 0,85
Antea Parmigianino Capodimonte (Napoli) XVI sec. Francobollo da € 0,50
Principessa di Trebisonda Pisanello Verona XV sec. Francobollo da € 0,65
Ifigenia in Tauride Arte romana Pompei (Napoli) I sec. a.Cr. Soggetto non utilizzato
Imperatrice Teodora Arte ravennate Ravenna V-VI sec. Soggetto non utilizzato
Incontro alla Porta aurea Giotto Padova XIV sec. Soggetto non utilizzato
Camera degli sposi Mantegna Mantova XV sec. Soggetto non utilizzato
Marte e Venere (*) Veronese (*) Torino (*) XVI sec. Francobollo da € 0,90
Testa della Provvidenza Pietro da Cortona Roma XVII sec. Soggetto non utilizzato
Nettuno offre doni a Venezia Tiepolo Venezia XVIII sec. Francobollo da € 0,70
Ebe Canova Forlì XIX sec. Francobollo da € 0,01
Venere di Urbino Tiziano Firenze XVI sec. Francobollo da € 0,45
Regina di Saba Piero della Francesca Arezzo XV sec. Francobollo da € 0,03
Danae Correggio Roma XVI sec. Francobollo da € 0,20
(*) La commissione ristretta aveva scelto un'immagine tratta dal dipinto del Veronese «Marte e Venere con Amore» conservato presso la Galleria Sabauda di Torino. Per motivi che non conosciamo per preparare il francobollo da € 0,90 (emesso il 26 giugno 2004) fu invece utilizzato il soggetto di un altro quadro del Veronese, «Venere e Marte legati da Amore», conservato a New York presso il Metropolitan Museum of Art.
 
Un progetto, non adottato, per la realizzazione  della serie "La donna nell'arte". L'indicazione provvisoria del valore di 750 lire indica che erano stati preparati prima del maggio 1997 (la tariffa per la lettere per l'interno di primo porto diventò di 800 lire il 5 maggio 1997). Qui sono mostrati i bozzetti relativi ai soggetti che diventeranno la prima emissione: altri bozzetti sono mostrati nelle pagine relative ai corrispondenti francobolli.
 
Un bozzetto per la fanciulla Velca, che diventerà il francobollo da 100 lire.
 
Un bozzetto con il particolare del banchetto di Erode e la danza di Salomè che sarebbe diventato il francobollo da 450 lire.
 
Il profilo femminile del Pollaiolo ancora con il valore provvisorio da 750 lire (avrà il nominale di 650 lire).
 
Un bozzetto provvisorio della Donna con il liocorno di Raffaello: nella veste definitiva uscirà con il valore da 800 lire e poi da € 0,41.
 
Un bozzetto con il busto di Costanza Buonarelli che diventerà il valore da 1.000 lire.
 
Era stato preparato anche un bozzetto per Lucrezia Panciatichi: questo soggetto verrà destinato all'impronta della cartolina postale.
 
La commissione ristretta voluta dalla Giunta d'arte si occupò anche del progetto grafico e delle tecniche di stampa al fine di «realizzare una serie moderna, con contenuti di tecnologia avanzata, ma di gusto classico». Per giungere alla realizzazione definitiva si passò attraverso la ricerca di diverse soluzioni, con prove, studi e bozzetti preparatori, molti dei quali avevano ormai le caratteristiche di esecutivi.
Qui a sinistra sono mostrati sei bozzetti relativi ad un progetto grafico non realizzato: cinque soggetti per i francobolli ed uno per l'impronta della cartolina.
Si scelse di incorniciare solo parzialmente le figure femminili con una decorazione formata dalle stilizzazioni della spiga di grano, del ramo d'ulivo e del tralcio di vite, colture tradizionali del nostro paese.
La serie, come risulta nella sua versione definitiva, appare curata, elegante e graficamente ben riuscita e coerente.
Naturalmente, come sempre, non mancarono le critiche: una di queste riguardava la mancanza di didascalie che identificassero l'opera e l'autore. All'epoca fu detto che la serie non voleva proporre singole opere d'arte, ma volti femminili universalmente intesi, colti dagli occhi di artisti nell'arco di secoli, come una rappresentazione senza tempo dell'eterno femmineo.
 
Il decreto di emissione
Finalmente arriva il decreto del Ministero delle Comunicazioni del 7 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio dello stesso anno, che autorizza l'emissione di una serie di francobolli ordinari denominata "La donna nell'arte"
Con il successivo decreto del 2 luglio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 157 dell'8 luglio 1998, sono stabilite le caratteristiche tecniche dei primi cinque francobolli e della cartolina postale per l'interno.
Il titolo del decreto recita: «Emissione di interi postali ordinari e caratteristiche tecniche di cinque francobolli e di una cartolina postale per l'interno appartenenti alla serie ordinaria "La donna nell'arte".»
L'articolo 1 esordisce: «E' emessa una serie di francobolli ordinari, denominata "La donna nell'arte", nei valori di L. 100, L. 450, L. 650, L. 800 e L. 1000.»
L'articolo 2 consiste in quest'unica affermazione: «E' autorizzata l'emissione di una serie di interi postali ordinari appartenenti alla serie ordinaria denominata "La donna nell'arte".»
L'articolo 3 si occupa cella cartolina postale: «E' emessa una cartolina postale per l'interno appartenente alla serie ordinaria denominata "La donna nell'arte", nel valore di L. 800.»
Non sta a noi discutere la formula impiegata dal legislatore, ma qualche dubbio resta sull'uso non felice delle espressioni «E' emessa una serie di francobolli...», «E' autorizzata l'emissione di una serie di interi postali...», «E' emessa una cartolina postale...».
 
La carta, le dimensioni e la dentellatura
«Detti francobolli sono stampati su carta fluorescente non filigranata, per i valori di L. 100, L. 450 e L. 650; su carta fluorescente, filigranata con stelline a cinque punte disposte a tappeto su tutto il foglio, per i valori da L. 800 e L. 1000; formato carta: mm 25,4 x 30; formato stampa: mm 21,4 x 26; dentellatura: 14 x 13.»
Se la misura della dentellatura indicata dal decreto è stata per lo più rispettata nei primi anni, non coincide tuttavia con la dentellatura che misurano i filatelisti.
Per questa emissione i cataloghi indicano inizialmente 14¼ x 13 ¼, anche se 14¼ è una misura arrotondata per eccesso e 13¼ invece lo è un po' troppo per difetto.
La dentellatura era applicata con un perforatore a pettine verticale che si muoveva dall'alto verso il basso.
Una battuta del perforatore fustellava 185 fori orizzontali, dei quali 181 propriamente pertinenti ai francobolli e 4 fori "d'invito", due sul bordo sinistro del foglio e due su quello destro, per agevolare la separazione. 19 erano invece gli aghi del perforatore disposti sugli undici segmenti verticali che perforavano i lati verticali dei francobolli.
In pratica i "dentelli" che circondano i lati dei francobolli per i primi anni sono 18 x 20, cioè 18 "denti" sui lati corti (orizzontali) e 20 sui lati lunghi (verticali).
Le cose cambieranno quando la produzione di questi francobolli passerà alle nuove macchine Goebel, la "brm-t 350 p" e la "brm-s 350  p", a partire dagli ultimi mesi del 2003.
 
La stampa
«I francobolli sono stampati in rotocalcografia, per i valori da lire 100, 450 e 650, in calcografia, per i valori da lire 800 e 1000.»
Per la realizzazione del bozzetto si optò, dopo varie e diverse soluzioni prese in considerazione, per la riproduzione monocroma al tratto, per uniformare esteticamente i francobolli stampati in calcografia da quelli stampati in rotocalcografia.
 
I fogli
«I fogli sono composti ciascuno di cento esemplari. Sulla cimosa, lungo tutto il lato superiore e inferiore del foglio e sul lato sinistro in corrispondenza del francobollo posto sulla prima, seconda, nona e decima fila, è riprodotta la stessa cornice decorativa che figura sul francobollo raccolto nel foglio.»
Tale cornice, proveniente dall'ornato posto sul bordo superiore del foglio, è riprodotta sopra il titolo di questa pagina.
 
La vignetta
«Le vignette sono così composte: entro elementi decorativi a cornice, costituiti dalle stilizzazioni della spiga di grano, del ramo di ulivo e del tralcio di vite che caratterizzano il ceppo mediterraneo delle origini della civiltà del paese, è rappresentata l'immagine di una figura femminile nelle diverse epoche storiche.
La figura femminile e gli elementi decorativi sono realizzati con tecnica di stampa a "tratto" e in colori delicati variabili, dichiarati. Il valore facciale e la legenda "Italia" sono posti in basso, rispettivamente a destra e a sinistra della vignetta, e riprodotti in colore nero, utilizzando il carattere "lapidario" con il quale tale legenda è incisa su una tavola bronzea romana, nota come "iscrizione di Ferentino" (101-102 d.C.), ritrovata sul Colle del Quirinale nel 1558 e attualmente conservata presso il Museo archeologico di Firenze. Nei valori facciali bassi, fino a L. 800 escluso, oltre i colori variabili dichiarati, è utilizzata la vernice "interferenziale", con dei pigmenti di recente introduzione, con una tecnologia fortemente innovativa, invisibile e con effetto cangiante verso l'oro a seconda dell'angolo di osservazione.»

 
La prima emissione in Lire
Come detto, la prima tranche della serie appare l'8 luglio 1998: è composta da cinque francobolli, da 100, 450, 650, 800 e 1.000 lire ed è affiancata da una cartolina postale recante un'apposita impronta da 800 lire.
La stampa della cartolina postale è eseguita in offset.
 
Le prove definitive di stampa dei cinque francobolli della prima emissione stampate su carta consistente bianca, senza filigrana, applicate su un supporto dentellato a somiglianza di francobollo, sono montate su un cartoncino per l'approvazione. Sotto il timbro «VISTO, SI APPROVA», la firma del ministro delle Comunicazioni Antonio Maccanico.
 
 
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I francobolli della prima serie "La donna nell'arte" con il valore espresso in Lire, emessa l'8 luglio 1998. Cliccando sopra il francobollo che interessa si apre la pagina dedicata a quel francobollo.
         
  Cliccare sull'immagine per aprire la pagina dedicata alle cartoline postali.  
  La cartolina postale emessa l'8 luglio 1998 assieme ai francobolli. Cliccando sopra l'immagine si apre la pagina dedicata alle cartoline postali.  
 
La seconda emissione in doppia valuta (Lire ed Euro)
Il 28 gennaio 1999, nell'ambito del processo di integrazione monetaria europea, viene riemessa la stessa tipologia di valori, compresa la cartolina postale, con l'indicazione delle due monete, Lira ed Euro.
 
Il decreto ed i riferimenti legislativi
A stabilirlo un po' tardivamente è il decreto ministeriale 6 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16 giugno 1999 (quattro mesi e mezzo dopo l'emissione dei francobolli), che fa riferimento, tra l'altro, al decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, recante le disposizioni per l'introduzione dell'Euro, ed alla raccomandazione 23 maggio 1998, 98/287/CE della Commissione delle Comunità europee relativa alla doppia indicazione dei prezzi e di altri importi monetari.
 
Le caratteristiche della seconda emissione
Il decreto ministeriale 6 maggio 1999 stabilisce che «le caratteristiche di cui al decreto 2 luglio 1998, citato nelle premesse, di cinque francobolli e di una cartolina postale per l'interno appartenenti alla serie ordinaria "La donna nell'arte", stampati dopo il 1 gennaio 1999 sono integrate con l'indicazione del controvalore in euro: L. 100/euro 0,05; L. 450/euro 0,23; L. 650/euro 0,34; L. 800/euro 0,41; L. 1.000/euro 0,52. »
Il decreto si preoccupa non solo dei francobolli, ma anche di quello che accade ai bordi dei fogli: «Sul lato sinistro della cimosa di ciascun foglio che raccoglie i francobolli è riportato il valore del foglio con l'indicazione del controvalore in euro e precisamente: per il valore di L. 10.000 - euro 5,15; per il valore di L. 45.000 - euro 23,24; per il valore di L. 65.000 - euro 33,57; per il valore di L. 80.000 - euro 41,32 e per il valore di L. 100.000 - euro 51,65.»
 
Sul bordo di sinistra del foglio che racchiude i cento francobolli (che il decreto ministeriale chiama "cimosa") al posto del valore in Lire (sopra) compare l'indicazione del valore in doppia valuta.
 
E' curioso notare che per effetto delle regole sugli arrotondamenti nella conversione Lira/Euro, dopo il 1° gennaio 2002 (di fatto dopo il 2 gennaio, considerando che il giorno 1 era festivo), a volte risultava più conveniente acquistare cento francobolli separatamente piuttosto che un foglio intero di cento: in particolare era più conveniente acquistare singolarmente cento francobolli da L. 100/euro 0,05, L. 450/euro 0,23 e L. 800/euro 0,41 (che venivano a costare rispettivamente € 5, € 23 e € 41 contro gli € 5,15, € 23,24 e € 41,32 indicati sul bordo del foglio). Dovendo acquistare invece i francobolli da L. 650/euro 0,34 e da L. 1.000/euro 0,52 era più conveniente acquistare i fogli a € 33,57 e € 51,65 rispetto a cento francobolli separati (che venivano a costare € 34 e € 52).
 
Le prove di stampa definitive dei francobolli con la doppia indicazione della valuta (in Lire ed in Euro) sono stampate su una carta consistente bianca ed applicate su un supporto dentellato e montate su un cartoncino per la presentazione. I primi francobolli completati sono quelli in rotocalcografia, che vengono presentati il 5 gennaio 1999 (l'emissione uscirà il 28 gennaio).
 
Due giorni dopo la presentazione dei francobolli con l'indicazione delle due valute stampati in rotocalcografia è la volta di quelli stampati in calcografia: le prove sono presentate tre settimane prima la loro emissione.
 
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I francobolli della seconda emissione "La donna nell'arte" con il valore espresso in doppia valuta (Lire ed Euro), emessa il 28 gennaio 1999. Cliccando sopra il francobollo che interessa si apre la pagina dedicata a quel francobollo.
         
  Cliccare sull'immagine per aprire la pagina dedicata alle cartoline postali.  
  La cartolina postale emessa il 28 gennaio 1999 in doppia valuta (Lire ed Euro) assieme ai francobolli. Cliccando sopra l'immagine si apre la pagina dedicata alle cartoline postali.  
 
La terza emissione in Euro
(ed i successivi valori integrativi)

Il 2 gennaio 2002 la serie "La donna nell'arte" completa il passaggio dell'Italia alla nuova moneta unica europea con l'emissione di sette valori e di una cartolina postale per l'interno.
In questa emissione, come per le successive, non troviamo più la doppia valuta (Lire ed Euro), ma il facciale è espresso esclusivamente in Euro.
Non tutti i tagli vengono aggiornati (mancano infatti quello da L.650/euro 0,34 e da L. 1.000/euro 0,52) perché non ritenuti più rispondenti alle necessità delle tariffe in vigore, e se ne aggiungono di nuovi, ritenuti necessari, non potendo più disporre dei francobolli della serie "Castelli" con valore in Lire per eventuali necessarie integrazioni.
Infatti i vecchi francobolli in Lire, pur potendo essere usati secondo il loro controvalore in Euro, non potevano essere più venduti dalle Poste.

Il decreto
La nuova emissione del 2 gennaio viene decretata (sarebbe da dire "ratificata", visto il ritardo dello strumento legislativo) dal decreto ministeriale 4 febbraio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 18 aprile 2002, intitolato «Determinazione del valore e delle caratteristiche tecniche di sette francobolli e una cartolina postale per l'interno appartenenti alla serie ordinaria "La donna nell'arte", nei rispettivi valori di Euro 0,02 - Euro 0,05 - Euro 0,10 - Euro 0,23 - Euro 0,41 - Euro 0,50 - Euro 0,77 per i francobolli e Euro 0,41 per la cartolina postale.»
Questo decreto fa riferimento, tra l'altro, ai regolamenti (CE) n. 1103/97 del Consiglio del 17 giugno 1997 relativo a talune disposizioni per l'introduzione dell'euro e n. 974/98 del Consiglio del 3 maggio 1998, relativo all'introduzione dell'euro.
Con l'articolo 1 si stabilisce che «sono emessi, nell'anno 2002, sette francobolli e una cartolina per l'interno, appartenenti alla serie ordinaria "La donna nell'arte"...»
La formulazione non è delle più felici: parrebbe che in tutto il 2002 vengano emessi solo sette francobolli di questa serie, mentre appena meno di un mese dopo la firma del decreto (ed un mese e mezzo prima della sua pubblicazione) già escono altri tre francobolli di questa serie, portando a dieci il numero di quelli emessi nel 2002.
 
Le caratteristiche
Le premesse al dispositivo del decreto ricordano le caratteristiche ed il valore dei tre francobolli aventi per soggetto la "Fanciulla Velca", "Il Banchetto di Erode e la Danza di Salomè", la "Donna con liocorno" e della cartolina postale; ricordano ancora come con un successivo decreto (quello del 6 maggio 1999) venne stabilito che «...le indicazioni del valore in lire dei francobolli e della cartolina postale per l'interno anzidetti sono state integrate con l'indicazione del contro valore in euro.»
Adesso con l'attuale decreto l'articolo 2 integra ancora quelle caratteristiche stabilendo che, per quei francobolli e la cartolina postale «stampati dopo il 28 gennaio 1999, sono modificate nell'indicazione del valore, espresso solo in euro: Euro 0,05 - Euro 0,23 - Euro 0,41 ed Euro 0,41.»
Non suona molto bene quel riferimento a «stampati dopo il 28 gennaio 1999»: con esso si escludono quelli con l'indicazione del valore in sole Lire e si fa riferimento solo a quelli con l'indicazione in doppia valuta, il che è, in realtà, la stessa cosa.
L'articolo 2 si preoccupa anche del bordo del foglio (che chiama cimosa): «Sul lato sinistro della cimosa di ciascun foglio che raccoglie i francobolli è riportato il valore del foglio e precisamente: Euro 5,00 - Euro 23,00 - Euro 41,00.»
 
Dal bordo del foglio scompare l'indicazione del valore in Lire: resta solo il prezzo in Euro.
 
L'articolo 3 invece detta le caratteristiche tecniche dei quattro francobolli con la nuova iconografia «nei valori di Euro 0,02 - Euro 0,10 - Euro 0,50 - Euro 0,77» stampati in rotocalcografia su carta fluorescente non filigranata i primi due, in calcografia su carta fluorescente «filigranata con stelline a cinque punte disposte a tappeto su tutto il foglio, per i valori da Euro 0,50 ed Euro 0,77», rispettando quindi la regola che prevedeva di differenziare i due tipi di lavorazione per i «valori facciali bassi, fino a L. 800 escluso» dagli altri.
 
Il 24 ottobre 2001 sono già stati approvati dal ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri i valori da € 0,02 (nuovo soggetto), € 0,05, € 0,10 (nuovo soggetto) e € 0,23. Come al solito si tratta di prove definitive di stampa non dentellate applicate su un supporto dentellato e montate su un cartoncino di presentazione.
 
Il giorno dopo, 25 ottobre 2001, è la volta di due valori calcografici, entrambi con un nuovo soggetto: € 0,50 e € 0,77.
 
L'ultimo a ricevere l'approvazione del ministro Maurizio Gasparri è la terza riedizione della "Donna con liocorno" che, con il nominale da € 0,41, rappresenta il francobollo più usato, assolvendo la tariffa per una lettera per l'interno di primo porto. L'approvazione è datata 30 ottobre 2001.
 
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  I francobolli della terza emissione "La donna nell'arte" con il valore espresso in Euro emessi il 2 gennaio 2002. Nel caso di tre francobolli (€ 0,05, € 0,23 e € 0,41) si tratta di un aggiornamento del valore facciale, per quelli da € 0,02, € 0,10, € 0,50 e € 0,77 si tratta invece di nuovi soggetti. Cliccando sopra il francobollo che interessa si apre la pagina dedicata a quel francobollo.  
         
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La cartolina postale emessa il 2 gennaio 2002. Si tratta di una riedizione della precedente con il valore espresso solo in Euro. Cliccando sopra l'immagine si apre la pagina dedicata alle cartoline postali.
 
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I tre francobolli dell'emissione integrativa del 1° marzo 2002. Cliccando sopra il francobollo che interessa si apre la pagina dedicata a quel francobollo.
Le integrazioni alla serie
Solo due mesi dopo l'emissione della prima "tranche" di "Donne nell'arte" nella versione in Euro, il 1° marzo 2002 sono approntati tre nuovi valori con altrettanti nuovi soggetti.
Il decreto ministeriale che li autorizza è del 13 marzo 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 18 aprile 2002: «Determinazione del valore e delle caratteristiche tecniche di tre francobolli appartenenti alla serie ordinaria "La donna nell'arte", nei rispettivi valori di Euro 0,01 - Euro 0,03 - Euro 0,20.»
L'articolo 1 riprende l'infelice frase che abbiamo già visto nel decreto precedente: «Sono emessi, nell'anno 2002, tre francobolli, appartenenti alla serie ordinaria "La donna nell'arte", nei rispettivi valori di Euro 0,01 - Euro 0,03 - Euro 0,20.»
E qui ci sarebbe poco da aggiungere, se non fosse per il capoverso successivo dell'articolo 1: «Detti francobolli sono stampati in rotocalcografia, su carta fluorescente non filigranata; formato carta: mm 25,4 x 30; formato stampa: mm 21,4 x 26; dentellatura: 14¼ x 13¼; per i valori da Euro 0,02 e Euro 0,10, in calcografia, per i valori da Euro 0,50 e Euro 0,77.»
Nello stabilire le caratteristiche tecniche di questa emissione integrativa, il testo fa riferimento ad alcuni francobolli della precedente emissione! inutile sottolineare che questi tre valori, cui si riferisce il decreto, non sono stampati in calcografia.
Ma la colpa è, molto probabilmente, della funzione copia/incolla con cui vengono fatti i decreti.
 
Le tre prove definitive di stampa dei valori da € 0,01, € 0,03 e € 0,20 non dentellate, applicate su un supporto dentellato a somiglianza di francobollo, montate su un cartoncino di presentazione per l'approvazione. Il cartoncino reca la data del 5 febbraio 2002 ed è firmato dal direttore dello Stabilimento Officina Carte Valori, dott. Salvatore Iavarazzo.
 
Una battuta (in rosso) perfora dieci righe del foglio ed un pezzo. La battuta successiva (in azzurro) completa l'undicesima riga e ne perfora altre dieci.
 
Lo "scalino" indica la congiunzione delle due battute.
La trasformazione del Poligrafico in Società per Azioni
Intanto, a partire dal 1° gennaio 2003, con la trasformazione del Poligrafico in società per azioni, tutti i francobolli italiani recano l'indicazione "I.P.Z.S. S.p.A." al piede della vignetta (la cosiddetta scritta "in ditta").
Naturalmente anche le nuove tirature dei francobolli della serie ordinaria "La donna nell'arte" subiscono questo aggiornamento, che non è preannunciato da alcun comunicato e tanto meno previsto in qualche decreto: d'altra parte si tratta di aggiornamenti che non interessano le caratteristiche tecniche del francobollo o della vignetta.
Succede così che siano gli stessi collezionisti ad accorgersene ed a segnalarlo alla stampa specializzata.
 
Le nuove macchine da stampa
Dal settembre 2003 entrano in funzione due nuove macchine da stampa nello stabilimento al Salario dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Si tratta di due Goebel, la rotocalcografica "brm-t 350 p" e la calcografica "brm-s 350 p".
La prima di queste macchine vede il suo debutto il 12 settembre 2003 con l'emissione dei francobolli e del foglietto per il "Centenario del primo volo".
L'adozione di questi nuovi impianti lascia delle conseguenze visibili sulle successive tirature dei francobolli "La donna nell'arte", soprattutto per quanto riguarda il passo della dentellatura, che non è più effettuata con un perforatore a pettine, ma con una piastra perforatrice che abbina le caratteristiche della perforazione a blocco con quelle della perforazione a pettine.
Tale piastra, in pratica, presenta gli aghi perforatori che completano la perforazione di dieci righe orizzontali di dieci francobolli, con due fori d'invito alle due estremità sinistra e destra.
In particolare adesso una riga orizzontale del perforatore consta di 175 fori (contro i 185 del vecchio pettine), dei quali 171 di pertinenza della dentellatura dei francobolli (in precedenza 181) e quattro fori "d'invito", due sul bordo sinistro del foglio e due su quello destro, per agevolare la separazione.
Inoltre presenta su uno dei lati opposti a quelli di scorrimento del foglio una continuazione della dentellatura "verticale": si tratta di undici segmenti verticali composto ciascuno di 19 aghi (ma si vedrà più avanti che questi 19 aghi possono essere distribuiti in maniera diversa su entrambi i lati "corti" del foglio, ad esempio due da una parte e diciassette dall'altra).
In questo modo, procedendo la stampa della bobina, con una battuta vengono perforate completamente dieci righe mentre con la battuta successiva si completa la perforazione di un'undicesima riga, che dovrebbe essere quella del bordo orizzontale del foglio, che viene ricavato dal taglio del nastro di carta continuo della bobina.
Infatti la somma delle altezze dei due bordi orizzontali del foglio è identica all'altezza di una riga di francobolli.
Si deve aggiungere che in questo modo non è necessario che la piastra perforatrice sia centrata sulle dieci righe di francobolli, ma è sufficiente che sia centrata su una riga qualsiasi, in quanto l'interspazio tra una composizione di cento e l'altra è alto quanto una riga di francobolli.
Da ultimo c'è da dire che, con la possibilità di spostare gli aghi perforatori della piastra secondo le dimensioni e le esigenze di quello che viene stampato (e che poi deve essere dentellato) spesso la continuazione della dentellatura "verticale" su un lato opposto a quello di scorrimento della bobina può avvenire su entrambi i lati, spesso lasciando due fori "d'invito" su un lato e diciassette sull'altro.
Ovviamente, proprio per il fatto che il perforatore non deve essere centrato necessariamente sul foglio di cento, ma basta centrarlo su una riga, può capitare, seppure meno frequentemente, che l'undicesima riga di perforazione non sia quella dell'interspazio tra le tue composizioni di cento, ma una contenente dieci francobolli stampati.
Anche la numerazione dei fogli cambia: non è più eseguita sul bordo con un numeratore meccanico tipografico, ma con un nuovo numeratore accompagnato da un codice a barre.
 
La piastra perforatrice che lavora con le nuove Goebel nello stabilimento al Salario del Poligrafico (Cronaca Filatelica n. 317/maggio 2005).
 
Ulteriori integrazioni alla serie
A seguito del nuovo tariffario entrato in vigore il 1° gennaio 2004 (di fatto il 2 gennaio), viene subito avvertita la necessità di poter disporre di nuovi valori bollati corrispondenti alle nuove tariffe.
Si provvede quindi ad emettere nuovi francobolli della serie "La donna nell'arte" aventi nuovi soggetti scelti tra quelli individuati nel 1997 dalla commissione ristretta nominata dalla Giunta d'arte.
Il primo ad essere emesso il 27 gennaio 2004 è il valore di più immediata necessità: si tratta di quello per una lettera per l'interno di primo porto da € 0,45. E' autorizzato dal decreto ministeriale 6 aprile 2004 pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale n.124 del 28 maggio 2004.
Per coprire la tariffa di secondo porto per l'interno il 17 febbraio è emesso il taglio da € 0,85, autorizzato con distinto decreto recante la stessa data del precedente, 6 aprile 2004, e pubblicato dalla sessa Gazzetta Ufficiale n. 124 del 28 maggio 2004.
Il 20 marzo 2004 è la volta dell'emissione di un valore da € 0,65 (primo porto per una lettera ordinaria per i paesi in America, Africa ed Asia, con esclusione di quelli facenti parte del bacino del Mediterraneo). Il francobollo è autorizzato dal decreto ministeriale 29 luglio 2004 pubblicato un po' tardivamente nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 2 dicembre 2004.
 
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I tagli integrativi del 2004, emessi a seguito dell'entrata in vigore delle nuove tariffe di posta ordinaria dal 1° gennaio di quell'anno. Cliccando sopra il francobollo che interessa si apre la pagina dedicata a quel francobollo.
 
Il 26 giugno 2004 viene emesso il valore da € 0,90 per coprire il terzo porto di una lettera per l'interno. E' autorizzato dal decreto ministeriale 29 luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 27 novembre 2004.
A completamento delle nuove tariffe esce il 31 luglio 2004 il francobollo da € 0,70 (lettera ordinaria di primo porto per l'Oceania), autorizzato dal decreto ministeriale 7 dicembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25 gennaio 2005.

 
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Pagina aggiornata il 16 maggio 2017.